Zoran Music

1909

Anton Zoran Music nasce il 12 febbraio a Bukovica (Boccavizza), presso Gorizia, allora appartenente all’Impero austro-ungarico.

Sono nato a Gorizia e andavo dai miei nonni nel Collio. Di quella terra ricordo le colline che si affacciavano sulla pianura, una pianura immensa, nella quale mi piaceva perdere lo sguardo, seduto sul muretto di casa. […] I miei nonni erano grandi produttori di vino, mia madre era maestra, mio padre insegnava. Di quel tempo ho immagini piuttosto remote: ricordo che mio padre era una persona tranquilla, amabile. […] Era mia madre a decidere. Aveva uno sguardo fulminante, che paralizzava.

L’artista in colloquio con Paolo Levi, in Zoran Music – Dialogo con l’autoritratto, Electa, Milano 1992, p. 44.

1915

Allo scoppio della guerra il padre, direttore didattico, si trova al fronte, in Galizia; la famiglia si trasferisce in Stiria.

Fummo profughi in un piccolo paese della Stiria. Durante il primo conflitto mondiale mio padre fu mandato al fronte, mentre mia madre rimase sola con due figli, Ljuban e me. Abitavamo una casupola con il tetto di paglia. La scuola era piuttosto lontana e guai se arrivavi in ritardo. Il maestro, invariabilmente, tutte le mattine dopo il Pater noster puntava l’indice su di me. Toccava a me recitare l’inno asburgico, ripreso poi in coro da tutta la scolaresca.

L’artista in colloquio con Paolo Levi, in Zoran Music – Dialogo con l’autoritratto, Electa, Milano 1992, p. 45.

1930-35

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Polje (Campo), 1935 ca. Olio su tela, 54 × 64 cm, Umetnostna Galerija, Maribor.

Studi a Zagabria, all’Accademia di Belle Arti.

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Polje (Campo), 1935 ca. Olio su tela, 54 × 64 cm, Umetnostna Galerija, Maribor.

1935-36

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La Resurrezione (da El Greco) 1935. Olio su tela, 145 × 73,6 cm, Umetnostna Galerija, Maribor.

Dopo il diploma, su consiglio del suo maestro Lubjo Babić intraprende un viaggio di studio in Spagna (Madrid, Toledo). Allo scoppio della guerra civile lascia il paese.

La Spagna in quell’epoca era ancora un paese lontanissimo, quasi irraggiungibile per uno studente. Durante tutto l’anno trascorsi giornate intere al Prado, copiando Goya e El Greco. Il mio soggiorno a Toledo durò tre settimane e il paesaggio della Castiglia risvegliò in me il ricordo della mia terra dalmata. Ma nel 1936 lasciai la Spagna. La guerra civile era appena iniziata. Ritornai in Dalmazia, a Curzola, sedotto da quel paesaggio pietrificato, dove ogni tanto fra i muretti spuntano una minuscola oasi di terra rossa con un vigneto, oppure cespugli di lavanda viola.

L’artista in colloquio con Paolo Levi, in Zoran Music – Dialogo con l’autoritratto, Electa, Milano 1992, p. 45.

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La Resurrezione (da El Greco) 1935. Olio su tela, 145 × 73,6 cm, Umetnostna Galerija, Maribor.

1936-42

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Dalmatian Women, 1938. Gouache su carta, 35,3 × 49,9 cm, Narodna Galerija, Lubiana.

Lunghi soggiorni in Dalmazia, espone a Zagabria e Lubiana. Pitture murali in alcune chiese del Friuli.

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Dalmatian Women, 1938. Gouache su carta, 35,3 × 49,9 cm, Narodna Galerija, Lubiana.

1943

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Zoran Music con Filippo de Pisis, 1943.

Espone a Trieste, alla Galleria d’Arte al Corso. In autunno è a Venezia, dove conosce Guido Cadorin. Donne al Mercato, Lattaie con asinelli, paesaggi e interni veneziani.

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Zoran Music con Filippo de Pisis, 1943.

1944

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La Basilica della Salute, 1944. Tempera su carta incollata su faesite, 65 × 50 cm.

In primavera il primo incontro con Ida Cadorin, a Trieste. Vive a Venezia e qui espone alla Piccola Galleria di Roberto Nonveiller: per l’occasione esce una monografia con introduzione di Filippo de Pisis. In ottobre viene arrestato dalla Gestapo, a causa dei suoi rapporti con esponenti della Resistenza. Imprigionato a Trieste, si rifiuta di collaborare e viene deportato a Dachau.

Il campo di concentramento è stata la mia grande scuola di solitudine. Mi ha insegnato a non aver paura, a essere solo, anche in mezzo a mille persone. […] Dopo Dachau in me qualcosa si è rotto. Prima avevo molte certezze: all’improvviso le ho perse, e ho capito che intorno a noi non c’è che il vuoto. Io non sono un eroe. Ero soltanto un giovane pittore, e per me il mondo brillava ancora di magnifici colori. A Dachau ho colto la realtà, e ho capito cosa significa arrivare all’essenziale.

L’artista in colloquio con Paolo Levi, in Zoran Music – Dialogo con l’autoritratto, Electa, Milano 1992, p. 46.

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La Basilica della Salute, 1944. Tempera su carta incollata su faesite, 65 × 50 cm.

1945

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Dachau, 1945. China su carta, 21,1 × 29,7 cm, Kunstmuseum Basel | Kupferstichkabinett, Basilea.

A fine aprile il campo è liberato dagli americani. Rientra a Gorizia e poi a Venezia, portando con sé un gruppo di disegni eseguiti di nascosto durante la deportazione. Ritrova Ida Cadorin che, studentessa all’Accademia, gli presta lo studio. Riprende a dipingere.

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Dachau, 1945. China su carta, 21,1 × 29,7 cm, Kunstmuseum Basel | Kupferstichkabinett, Basilea.

1946

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Barche a Venezia, 1948. Tempera e acquerello su carta, 20,8 × 25,9 cm, The Ljuban, Milada and Vanda Mušič Collection, Narodna Galerija, Lubiana.

Collabora con Guido Cadorin agli affreschi nella chiesa di Cadola, vicino a Belluno (affiancato da Ida Cadorin e Sylva Bernt). Espone a Trieste e nella Galleria del Cavallino a Venezia; è un periodo di intensa attività, ispirato anche dall’atmosfera lagunare.

In questa immensa luce ho di colpo scoperto l’oro di San Marco. Ho l’impressione che mi si sta rivelando qualcosa che era sepolto nella memoria remota. […] Mi sembra come se avessi già vissuto in un’altra vita tra arabeschi dell’oriente. Alle Zattere vivo i giorni più felici. Magari questi acquarelli potessero essere le prime gocce di una fonte!

L’artista, ottobre 1946, citato in Giuseppe Mazzariol, Music, Electa, Milano 1980, p. 38.

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Barche a Venezia, 1948. Tempera e acquerello su carta, 20,8 × 25,9 cm, The Ljuban, Milada and Vanda Mušič Collection, Narodna Galerija, Lubiana.

1948

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Ida Barbarigo e Zoran Music nello studio di Palazzo Pisani.

Studio nel sottotetto di Palazzo Pisani a Venezia, sede del Conservatorio Benedetto Marcello. Soggiorni a Zurigo, dove espone alla Galerie Chichio Haller; prima partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. A Roma inizia a esporre alla Galleria dell’Obelisco. Le colline intraviste dal treno, durante i viaggi verso Roma, gli suggeriscono il ciclo dei Paesaggi senesi.

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Ida Barbarigo e Zoran Music nello studio di Palazzo Pisani.

1949

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Annuncio di nozze, 1949. Puntasecca, 28,5 × 19 cm.

Il 29 settembre, a Venezia, sposa Ida Cadorin. Per l’occasione i due artisti producono un’acquaforte incisa a due mani, che annuncia l’evento. In aprile espone alla Galerie Georges Moos (plaquette con testi di Cipriano Efisio Oppo, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Sergio Solmi, Diego Valeri).

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Annuncio di nozze, 1949. Puntasecca, 28,5 × 19 cm.

1950

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Vista parziale della ‘stanza’.

Dipinge una ‘stanza’ per le sorelle Dornacher nel seminterrato di una villa a Zollikon, nei pressi di Zurigo, grazie anche alla collaborazione di Paolo Cadorin, il fratello di Ida, che lavorava in Svizzera come restauratore.

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Vista parziale della ‘stanza’.

1951

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Ida Barbarigo e Zoran Music fotografati davanti all’arazzo, ora nelle collezioni della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (attualmente esposto a Monfalcone, al Museo della Cantieristica).

Finisce il grande arazzo con le Storie di Marco Polo per il transatlantico Augustus; l’opera viene pubblicata con un ampio servizio fotografico sulla rivista «Domus», diretta da Gio Ponti. Vince il Premio Parigi a Cortina d’Ampezzo (ex aequo con Antonio Corpora).

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Ida Barbarigo e Zoran Music fotografati davanti all’arazzo, ora nelle collezioni della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (attualmente esposto a Monfalcone, al Museo della Cantieristica).

1952

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Motivo dalmata, 1951. Olio su tela, 54,3 × 73 cm, MoMa Museum of Modern Art, New York.

Grazie al Premio Parigi espone alla Galerie de France di Gildo Caputo, prima di una lunga serie di personali in questa galleria. Il contratto gli permette di stabilirsi nella capitale francese, pur continuando ad abitare e lavorare anche a Venezia.

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Motivo dalmata, 1951. Olio su tela, 54,3 × 73 cm, MoMa Museum of Modern Art, New York.

1953-1954

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Il mercato, 1953. Olio su tela, 162 × 130 cm.

Nuovo studio a Venezia, vicino all’Accademia. A Parigi, invece, si installa a Montparnasse, al n. 16 di Rue du Saint Gothard, nello studio che fu di Brassaï. Mostra a New York, alla Cadby Birch Gallery.

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Il mercato, 1953. Olio su tela, 162 × 130 cm.

1955

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Il catalogo della mostra alla Galleria dell’Obelisco, Roma.

Monografia edita dall’Obelisco, testo di René de Solier. Espone a Dokumenta, a Kassel.

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Il catalogo della mostra alla Galleria dell’Obelisco, Roma.

1956

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Ida, 1950. Litografia, 43,5 × 33,6 cm, Stedelijk Museum, Amsterdam.

Gran Premio della Grafica alla Biennale veneziana. L’anno successivo è premiato, sempre per la grafica, alla Biennale di Lubiana.

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Ida, 1950. Litografia, 43,5 × 33,6 cm, Stedelijk Museum, Amsterdam.

1958

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Vento e sole, 1958. Olio su tela, 130 × 161,5 cm, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Musei Civici di Venezia.

Espone il ciclo delle Terre Dalmate alla Galérie de France.

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Vento e sole, 1958. Olio su tela, 130 × 161,5 cm, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Musei Civici di Venezia.

1959

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Paysage vide, 1959. Olio su tela, 130 × 196 cm, Musée Nationale d’Art Moderne, Centre Pompidou, Parigi.

Lascia lo studio di Montparnasse e si installa al n. 73 di Rue des Vignes, nell’ex atelier dell’amico Léon Gischia.

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Paysage vide, 1959. Olio su tela, 130 × 196 cm, Musée Nationale d’Art Moderne, Centre Pompidou, Parigi.

1960

Premio Unesco alla Biennale di Venezia; mostra personale alla Biennale di Arte Grafica di Lubiana.

1961

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Zoran Music a Cortina, primi anni Sessanta.

Soggiorni a Cortina, inizia il ciclo dei Fiori a Cortina. Esposizione da Lorenzelli a Milano. Durante tutto il decennio, serie di esposizioni in numerosi musei in Germania, Svizzera, Austria e Jugoslavia.

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Zoran Music a Cortina, primi anni Sessanta.

1962

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Copertina del catalogo ragionato dell’opera grafica edito da Rolf Schmücking.

Retrospettiva della grafica a Braunschweig (Städtisches Museum). In questa occasione Rolf Schmücking pubblica la prima edizione del catalogo ragionato dell’opera grafica.

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Copertina del catalogo ragionato dell’opera grafica edito da Rolf Schmücking.

1968

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Motivo carsico, 1966. Olio su tela, 60,5 × 81 cm, Estorick Collection, London.

È nominato Commandeur des Arts et Lettres.

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Motivo carsico, 1966. Olio su tela, 60,5 × 81 cm, Estorick Collection, London.

1970

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Non siamo gli ultimi, 1971. Olio su tela, 116 × 148 cm, MET, The Metropolitan Museum of Art, New York.

Inizio del ciclo Non siamo gli ultimi, esposti per la prima volta alla Galerie de France, successivamente a Monaco di Baviera (Neue Staatsgalerie im Haus der Kunst, 1971) e Bruxelles (Palais des Beaux-Arts, 1972). L’artista ne parla come di una sorta di «nuovo inizio» dopo un periodo di crisi:

Dopo qualche anno, a Parigi, ho vissuto una crisi nel mio lavoro e intorno a me non c’era altro che pittura astratta. Ho cominciato a sentirmi inutile, debole, fuori da questa grande corrente alla quale appartenevano tutti gli artisti famosi e i critici importanti. Allora ho finito per cambiare strada. Ho tentato a mio modo di fare pittura astratta. E in questo tentativo ho perso completamente la mia verità personale. È la peggiore cosa che possa accadere a un artista, perché senza questa verità egli non esiste. Ed è da questa confusione, da questa frustrazione che sono usciti i cadaveri.

Da Michael Peppiatt, Zoran Music Entretiens 1988-1998, L’Échoppe, Parigi 2000, pp. 24-25

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Non siamo gli ultimi, 1971. Olio su tela, 116 × 148 cm, MET, The Metropolitan Museum of Art, New York.

1972

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Motivo vegetale, 1972. Olio su tela, 202 × 268 cm, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi.

Inizia la serie Motivo vegetale.

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Motivo vegetale, 1972. Olio su tela, 202 × 268 cm, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi.

1974

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Non siamo gli ultimi, 1973. Acrilico su tela, 200 × 267 cm, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid.

Esposizione personale a Venezia, alla Fondazione Querini Stampalia.

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Non siamo gli ultimi, 1973. Acrilico su tela, 200 × 267 cm, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid.

1977

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L’artista mentre dipinge un acquerello della serie Paesaggio roccioso (foto Paolo Cadorin).

Grande esposizione a Darmstadt. Altre personali a Oslo e Basilea.

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L’artista mentre dipinge un acquerello della serie Paesaggio roccioso (foto Paolo Cadorin).

1980

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Nello studio, 1983. Olio su tela, 81,5 × 116,5 cm, Estorick Collection, London.

Mostra alle Gallerie dell’Accademia, Venezia. Monografia con testo di Giuseppe Mazzariol. Inizia in questi anni nuovi cicli pittorici: Canale della Giudecca (dal 1980), Punta della Dogana (dal 1981), L’Atelier (dal 1983)

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Nello studio, 1983. Olio su tela, 81,5 × 116,5 cm, Estorick Collection, London.

1984

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Interno di cattedrale, 1984. Olio su tela, 100 × 73 cm.

Inizia il ciclo delle Cattedrali. La Biennale di Venezia gli dedica una sala monografica.

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Interno di cattedrale, 1984. Olio su tela, 100 × 73 cm.

1985

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Viste dell’esposizione monografica al Museo Correr, allestimento di Daniela Ferretti.

Grande mostra, curata da Giuseppe Mazzariol, al Museo Correr, Venezia.

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Viste dell’esposizione monografica al Museo Correr, allestimento di Daniela Ferretti.

1986

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Ida, 1986. Olio su tela, 41 × 27 cm.

Retrospettiva al Museo Jenisch di Vevey, Svizzera, curata da Bernard Blatter.

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Ida, 1986. Olio su tela, 41 × 27 cm.

1988

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Il catalogo della mostra al Centre Pompidou.

Mostra di opere su carta al Centre Pompidou, curata da Jean Clair. Inizia il ciclo dei grandi Autoritratti e gli Atelier.

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Il catalogo della mostra al Centre Pompidou.

1991

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Autoritratto, 1990. Olio su tela, 162 × 114 cm, Albertina, The ESSL Collection, Vienna.

Nominato Officier de la Légion d’Honneur.

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Autoritratto, 1990. Olio su tela, 162 × 114 cm, Albertina, The ESSL Collection, Vienna.

1993

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Anacoreta, 1993. Olio su tela, 162 × 130 cm.

Mostra all’Accademia di Francia a Roma e al Palazzo Reale di Milano (curata da Jean Clair). Retrospettiva dell’opera su carta all’Albertina di Vienna. Espone inoltre alla galleria Jan Krugier a New York (testo in catalogo di James Lord).

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Anacoreta, 1993. Olio su tela, 162 × 130 cm.

1994

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Il viandante, 1994. Carboncino su tela, 116 × 89 cm.

“Zoran Music: el hombre sin territorio”, mostra a Valencia, Centro Cultural Bancaixa.

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Il viandante, 1994. Carboncino su tela, 116 × 89 cm.

1995

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Nello studio di Parigi, 1995.

Grande retrospettiva al Grand Palais di Parigi, curata da Jean Clair. Mostra “Identità Alterità” a Palazzo Grassi, in coincidenza con la “Biennale del Centenario”, sempre per la cura di Jean Clair.

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Nello studio di Parigi, 1995.

1998

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Testa, 1998. Inchiostri colorati su carta antica, 63 × 47,8 cm, Museo Morandi, Bologna.

Mostra al Museo Morandi di Bologna, dedicata agli acquerelli dei primi anni veneziani. L’anno seguente, a Bilbao, esposizione sulla produzione recente (Figure, Autoritratti e Doppi ritratti), curata da Kosme de Barañano.

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Testa, 1998. Inchiostri colorati su carta antica, 63 × 47,8 cm, Museo Morandi, Bologna.

2002

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Poltrona grigia, 1998. Olio su tela, 130 × 97 cm.

Mostre al Sainsbury Center of Visual Arts (Norwich) e all’Estorik Collection of Modern Italian Art (Londra). L’anno dopo donazione di oltre cinquanta opere all’IVAM (Valencia), dove si tiene un’importante esposizione.

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Poltrona grigia, 1998. Olio su tela, 130 × 97 cm.

2003

Ampia retrospettiva a Palazzo Attems, a Gorizia, curata da Marco Goldin.

2005

Il 25 maggio muore a Venezia, nella sua casa di San Vio.